In commercio esistono diverse tipologie di caldaia, caratterizzate dall’uso di combustibili di varia natura. Le caldaie più comuni sono a gas (metano o GPL), seppure siano stati sviluppati anche altri combustibili ugualmente performanti, come il pellet.

Caldaia a Pellet

Il pellet viene definito come un “combustibile densificato, di forma cilindrica, derivante da un processo industriale attraverso il quale trucioli, segatura e altri scarti del legno vengono trasformati in cilindri con diametro variabile da 6 a 8 mm e lunghezza tra 10 e 30 mm”.
Il pellet deriva quindi dal riciclo di scarti industriali, imballaggi, potatura di aree boschive o giardini. Inoltre per la sua produzione non si utilizzano aggreganti, per tali ragione viene considerato un combustibile ecologico. In realtà dalla sua combustione derivano sostanze di scarto: anidride carbonica, ceneri e altri inquinanti. Bisogna però dire che ha un grande potere calorifico e un’altissima resa, il doppio rispetto al legno.

Caldaia a gas metano o GPL

Il gas metano viene utilizzato come combustibile per automobili e caldaie domestiche. Per quest’ultimo caso le caldaie a metano sono fra le più performanti in commercio e anche fra le più economiche, considerano fattori come acquisto, installazione, manutenzione, consumo di combustibile ed energia elettrica.
Tra l’altro in Italia la rete di distribuzione del metano è molto estesa e basta un semplice allaccio per poterlo utilizzare nella propria abitazione. Fra gli altri vantaggi dell’installazione di una caldaia a metano c’è la detraibilità della spesa al 55%. Dal punto di vista ambientale il gas metano è inquinante, secondo recenti studi incide per il 20% sull’effetto serra, però le caldaie di ultima generazione, come quelle a condensazione, sono strutturate per ridurre al minimo le emissioni inquinanti.
Il GPL è un’altra tipologia di gas, anch’esso utilizzato sia per automobili che per caldaie. A differenza del metano ha un basso impatto ambientale a fronte di un’elevata resa calorifica. Il GPL, infatti, non inquina il suolo o le falde acquifere, lascia pochi residui e ha un basso contenuto di zolfo.
Per installare un impianto di riscaldamento fornito dal GPL occorre l’utilizzo di appositi serbatoi e di tubature di grandi dimensioni, che non possono essere isolate.

   

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